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  • Turkey is at a crossroad after coup failed

    The attempted coup yesterday night, coming from a minority part of the turkish army formally against the president Recep Tayyip Erdogan, has failed and Turkey is slowly returning to normality. Harsh times are expected with the highly probable acceleration of a process which is making the country even more authoritarian. Democracy, already significantly reduced, could likely to be completely obliterated.

    THE FACTS:

    Last night a small part of the Army attempted a coup by blocking strategical points in Istanbul and Ankara, bombarding the Parliament, trying to take over the most important pro-government and opposition media, attacking the Turkish Intelligence services' headquarters in Ankara, taking hostage the in charge Army Chief of Staff, now released.

    The coup leaders in a statement forcibly broadcast-ed through the Turkish television TRT said they intervened because the actual Government redesigned the ideology of all state organs, including the armed forces leaving them unable to work.

    Turkih President Recep Tayyip Erdogan, on a mobile streaming interview aired by major broadcasters while trying to land in Istanbul, immediately called on Turkish citizens to defend democracy on the streets. Thousands of President supporters took to the streets and threw themselves against the army tanks to defended the television broadcasters and airports and now they are again demonstrating. Some soldiers have surrendered to the crowd, others were literally lynched.

    The coup leaders have fired on the crowd in different parts of the country. The death toll is 161 (said the Turkish Premier Yildirim on air at 11.30) while 1440 are wounded, while all night muezzins from Mosques declared an holy war, asking the population to reclaim the streets and defend the elected government. The massive response of Turkish citizens was the first element that prevented the coup.

    All political forces, from Kemalist Republican people's party (CHP), the coalition between the left and the kurds, the Peoples' democratic party (HDP) and even the ultra nationalists of the Nationalist action party (MHP) were immediately sided against the coup.

    The Police, Security Forces' special units and Intelligence services (MIT) have all fought both to defend their headquarters attacked by the Army and to regain control of strategical points occupied by the coup perpetrators, arresting 2639 persons and killing at least 20. The soldiers responsible for the coup will be tried for high treason. While words of death penalty are running through the country, the Prime Minister did not rule out the possibility but seems inclined to leave things as they are at the moment: in Turkey death penalty is forbidden. However, he said that today the parliament will discuss "additional necessary measures" in a special session.

    Prime Minister Yildirim proclaimed July the 15th a Democracy Day, next to the liberated Army Chief of State, claiming that the country has returned to normal and inviting tonight all citizens on the streets to celebrate coup's failure.

    THE PERPETRATORS:

    The Prime Minister and Erdogan have firmly pointed fingers against former supporter Fethullah Gulen, the powerful Muslim preacher that since 2013 from the United States seeks to overthrow Erdogan. It's possible this might be true. Gulen has denied any involvement and condemned the coup during the night but it's likely to be a strategic denial over the failed coup. Another hypothesis could be the involvement of forces close to ultra nationalists and the more radical Kemalist tradition (Vatan Partisi or the like) but it's too early to tell. We'll know more in the next few hours as the investigations proceed and more names will be named.

    ANALYSIS:

    After 2013 corruption scandal and the protests towards the defense of Gezi Park in the same year, the Government passed increasingly more restrictive measures to freedom attacking the press opposition alongside any voice of dissent. The coup attempt could now represent for Erdogan an acceleration of this process. It is likely that in the name of fighting terrorists, the already few areas of freedom in Turkey could be jeopardized. Alternatively this situation can be an opportunity for democracy to come out stronger from this crisis by reversing the current process that is making Turkey an increasingly authoritarian country. This relies mainly on the reaction of Turkish society, the world's public opinion, as well governments and international institutions. European Union above all.

  • Turchia, la banca centrale pronta ad alzare i tassi d'interesse per salvare la lira turca

    Istanbul, 28 gen. (Alberto Tetta - TMNews) - Per arginare la caduta libera della lira turca nei confronti del dollaro è arrivata l’ora di alzare i tassi d'interesse, la misura che i mercati attendevano da tempo è stata annunciata questa mattina dal Governatore della Banca centrale turca Erdem Basci che ha anche rivisto le stime sull’inflazione per il 2014 che sarà più alta del previsto (dal 5,3 al 6,6%). Occhi puntati ora sul Consiglio per la politica monetaria dell’Istituto che in una riunione di emergenza convocata per questa notte deciderà la portata dell’intervento.

    Il premier Erdogan, che parla da tempo di "lobby dei tassi d’interesse" è contrario a un’iniziativa che potrebbe avere conseguenze negative sulla crescita alla vigilia delle elezioni amministrative del 30 marzo. "Non cedere, non alzare (i tassi)" ha titolato oggi in prima pagina il quotidiano pro-governativo Yeni Safak appellandosi a Basci, ma l’ennesima caduta della valuta turca, crollata ieri a 2,40 per dollaro, ha costretto la Banca centrale a intervenire.

    Lo scandalo corruzione che ha colpito il governo a metà dicembre e il graduale ritiro da parte della Fed americana degli stimoli all'economia che avevano favorito i rialzi dei mercati emergenti hanno avuto gravi conseguenze sull’economia turca. Da inizio 2014 la lira turca ha perso il 10% del suo valore rispetto alla valuta americana e più del 30% nella seconda metà del 2013.
    Il primo intervento d’urgenza della Banca centrale la scorsa settimana che, per la prima volta in due anni, ha venduto 2, miliardi di dollari sul mercato aperto per frenare la caduta della lira senza toccare i tassi d’interesse è servito a ben poco e ieri il governatore Basci è stato costretto a tornare sui suoi passi.

    "La vendita di valuta può essere più efficace se affiancata dall’aumento dei tassi d’interesse. La rapida diminuzione delle riserve valutarie ha altri effetti collaterali negativi. E’ ora di mettere in campo l’arma dei tassi d’interesse" ha dichiarato oggi durante la conferenza stampa di presentazione del "Rapporto sull’inflazione 2014" il Governatore, un messaggio chiaro in vista della riunione di questa notte.

    Basci ha cercato, inoltre, di rassicurare gli investitori preoccupati che la decisione di non intervenire sui tassi fino ad ora fosse legata alla contrarietà del governo: "In Turchia i politici criticano o lodano pubblicamente le decisioni della banca centrale (à) Non penso che questo mini l’indipendenza della banca. Nessuno deve avere alcuna esitazione sul fatto che la banca centrale userà tutti gli strumenti a sua disposizione".

    I primi effetti dell’aumento dell’inflazione sull’economia si faranno già sentire a partire dal mese prossimo secondo quanto afferma Basci, nella lettera indirizzata nel pomeriggio al vicepremier Ali Babacan per informare il governo della revisione al rialzo delle stime per il 2014: "diminuiranno i crediti ai consumatori, i limiti di spesa carte di credito verranno aumentati, sarà più difficile ottenere rateizzazioni dei pagamenti e chieste maggiori garanzie per ottenere un prestito".

    Per comprendere quale sarà davvero la portata dell’intervento sui tassi d’interesse bisognerà attendere le 23 italiane quando la Banca centrale, al termine della riunione d’urgenza convocata ieri, con un comunicato renderà note le misure che intende adottare. Secondo l’inchiesta dell’emittente economica CNBC-e che ha intervistato oggi 12 analisti economici turchi, il Consiglio per la politica monetaria dell’Istituto agirà sul tasso overnight, ora fissato al 7,75%, aumentandolo tra gli 0,25 e i 4,25 punti percentuali. Perché le misure determinino davvero un’inversione di tendenza per l’economia turca, tuttavia, l’aumento dei tassi dovrà essere significativo secondo Gungor Uras, analista economico ed editorialista del quotidiano Milliyet: "Più si agisce tardi, più il conto sarà salato"

  • Turchia, le proteste non fermano iter della legge sul controllo di internet

     

    Istanbul, 15 gen. (Alberto Tetta - TMNews) - La nuova legge su internet in discussione al parlamento turco che permetterà alle autorità di bloccare facilmente l'accesso a specifici siti e monitorare l'attività dei 34 milioni di cittadini turchi che usano il web ha scatenato le proteste non solo del mondo della rete, ma anche della Tusiad, la Confindustria turca, e dell'opposizione. Per il Partito della giustizia e dello sviluppo (Akp) del premier la norma è necessaria a tutelare i minori e oscurare pagine che incitano all'odio raziale, religioso o etnico e violano la privacy dei cittadini, ma i critici accusano il governo di voler limitare la libertà d'espressione per censurare i siti d'opposizione.

    Secondo la proposta di legge voluta dal ministero della Famiglia e gli Affari sociali il governo potrà ordinare la chiusura di una pagina web senza l'ok previo della magistratura e il server che la ospita dovrà a oscurarla entro quattro ore scrive il quotidiano Posta. Le aziende che ospitano i siti web dovranno poi aderire a un nuovo organismo, "l'Unione dei provider", sottoposto al controllo del ministero delle Telecomunicazioni e quello dei Trasporti che terrà una banca dati delle pagine visitate da tutti gli utenti turchi negli ultimi due anni. "Se la proposta di legge sarà approvata renderà la vita difficile per chi usa internet in Turchia e la censura di mediattivisti, ricercatori e social media diventerà routine" secondo Serhat Koç avvocato del Partito pirata turco esperto di diritti digitali intervistato dall'agenzia turca Bianet: "A causa delle nuove restrizioni i provider adotteranno sistemi di auto-censura e metodi alternativi di accesso ad internet, come la modifica del Dns, non funzioneranno più".

    Critiche condivise anche dalla principale organizzazione imprenditoriale turca la Tusiad, che ieri in un comunicato si è detta "preoccupata" per una norma che "farà aumentare la censura su internet". Secondo gli industriali turchi: "è necessario rimuovere dalla proposta di legge gli articoli che influenzeranno negativamente i diritti e le libertà fondamentali (dei cittadini) e l'economia di internet, (un settore) che cresce ogni giorno di più".

    Contro la norma si è schierato anche il principale movimento d'opposizione in parlamento, il Partito repubblicano del popolo (Chp): "Si avvicinano le elezioni e probabilmente il governo ha paura che vengano pubblicate (online) notizie e immagini sullo scandalo corruzione" ha dichiarato il vice-presidente del partito Emrehan Halici. Intanto per questo sabato sono previste manifestazioni in molte città del paese per dire "no alla censura di internet" organizzate online.

    Per ora comunque il governo non è intenzionato a ritornare sui suoi passi e ieri la Commissione bilancio del parlamento turco ha iniziato a discutere la proposta di legge su internet. Al termine della riunione il ministro per dei Trasporti Lutfi Elvan si è difeso dalla critiche dell'opposizione dichiarando che non è intenzione del governo censurare il web: "E' una norma in linea con gli standard dei paesi avanzati in linea con leggi già approvate in passato".

    Il parlamento turco, infatti, già nel 2007 ha approvato norme sull'accesso al web molto restrittive, allora l'obiettivo era oscurare Youtube. Per più di 18 mesi la piattaforma per condividere video online è rimasta chiusa perchè ospitava alcuni filmati che, secondo Ankara, offendevano la memoria del fondatore della repubblica turca Mustafa Kemal Ataturk, ma sarebbero più di 40 mila i siti inaccessibili denunciano le associazioni turche per le libertà digitali. Nel 2013, inoltrem la Corte europea per i diritti umani ha dichiarato le norme turche su internet:"non in linea con l'articolo 10 della Convenzione europea sui diritti umani" che garantisce il diritto ad esprimere liberamente le proprie idee.

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