Matchbox Media News

  • AL JAZEERA: Is Albania the next stop for stranded refugees?

    As the 'Balkan Route' was officially closed to refugees on March 9th, tens of thousands amassed on the Macedonian border, their dreams of continuing to northern Europe crushed. A little over 100km to the west lies the border to Albania, a country that so far has not featured prominently on the trail. Will refugees divert that way? Human movement is unpredictable, but a closer look at Albania's own turbulent migratory history indicates that people will take extraordinary risks to save themselves.

    Read the whole report on Al Jazeera English HERE

    Photos by Nicola Zolin

  • Libertà di espressione. In Turchia domani andrà peggio?

    Il commissariamento del quotidiano Zaman è solo l'ultima di una lunga serie di attacchi del governo ai media non allineati in Turchia, nel silenzio complice di Usa e Europa.

    Le immagini delle cariche davanti alla sede del giornale che è stato per anni una delle più importanti voci a favore del Partito della giustizia e dello sviluppo di Erdoğan contro centinaia di lettori che cercavano di difenderlo e la foto sulle prime pagine dei pochi giornali d'opposizione rimasti di una donna velata con il viso coperto di sangue, dopo una manganellata di un poliziotto, mi ha spinto a frugare un po' nella memoria.

    Nella Turchia dell'era Erdoğan che un giornale venga chiuso, un giornalista d'opposizione arrestato o licenziato in tronco, dopo una delle tante invettive ad personam del presidente, è diventato ormai così consueto da non destare più nell'opinione pubblica particolare attenzione.

    Tra sanguinosi attentati a cadenza ormai mensile, repressione sistematica da parte della polizia delle manifestazioni di piazza, crisi diplomatiche con grandi potenze mondiali e una violentissima guerra contro gli autonomisti curdi del Pkk nel sud est del Paese, il commissariamento di Zaman, uno dei più importanti quotidiani turchi, per molti è solo una notizia tra le tante. Non per me.

    Come un flash è apparso netto un ricordo. Era l'estate del 2009 per le strade di Istanbul era impossibile non imbattersi in uno dei mega cartelloni pubblicitari che affermavano con orgoglio: “Con un milione di lettori siamo il giornale più letto in Turchia”. Le pubblicità di Zaman, con la clessidra simbolo del giornale su sfondo blu scuro, ricoprivano interamente autobus a due piani. Allora il quotidiano Zaman era all'apice della sua popolarità. Firme famose, intellettuali di alto livello, più di 40 pagine a colori. Da lì a pochi mesi avrebbe aperto anche Today's Zaman, la versione inglese del giornale stampato in collaborazione con il Times. Tempi d'oro insomma.

    Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti sul Bosforo e Zaman ha cambiato radicalmente linea editoriale. Il quotidiano della potente confraternita religiosa del predicatore musulmano Fethullah Gülen, ex sostenitore del governo diventato dal 2013 in poi la bestia nera di Erdoğan dopo uno strappo interno al campo islamista di cui non sono ancora ben chiare le vere ragioni, è diventato l'arma di una guerra senza esclusione di colpi contro il governo. Da qui la decisione di Erdoğan di farlo chiudere, o meglio commissariare con la forza.

    In un Paese dove da un mese all'altro complessi equilibri di potere cambiano radicalmente un gruppo editoriale che prima del 2013 ha difeso a spada tratta, se non orchestrato, l'arresto di giornalisti critici verso Erdoğan come Ahmet Şık e Nedim Şener, ha poi indossato la coccarda della libertà di espressione costruendosi un'immagine di vittima. Ma questa è un'altra storia.

    In nome della guerra contro l'ex-amico Fethullah Gülen, Zaman, il suo gruppo editoriale e la sua confraternita che aveva ormai assunto il controllo di polizia e magistratura, Erdoğan e l'esecutivo guidato dal suo partito negli ultimi tre anni hanno assunto il controllo quasi esclusivo di polizia, magistratura, servizi segreti, media e persino dell'esercito piazzando fedelissimi del presidente in tutti i principali gangli dello stato. Oggi le voci e le istituzioni in grado di controbilanciare il potere di Erdoğan si contano sulle dita di una mano.

    A fare le spese di questa deriva autoritaria sono i giornalisti turchi come il direttore di Cumhuriyet Can Dündar, rilasciato in attesa di giudizio il 26 febbraio, e quelli curdi. Una delle più importanti televisioni indipendenti vicine al movimento curdo, Imc-tv è stata oscurata, ironia della sorte, proprio il giorno della liberazione di Dündar, e tutte le altre voci di dissenso che con determinazione e incredibile coraggio continuano a chiedere maggiore democrazia e diritti. Il presidente turco, però sa che può agire indisturbato. Bruxelles è troppo occupata a stringere un accordo con Ankara per blindare i confini della Fortezza Europa per dare peso a queste cose e gli Stati uniti non possono fare a meno dell'appoggio turco nella “guerra contro lo Stato islamico” in Siria per andare oltre le dichiarazioni di rito.

    (Il disegno di copertina è di Gianluca Costantini. Grazie)

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  • SKY NEWS: EU-Turkey refugees deal

    Speaking to Sky from Athens on the escalating humanitarian crisis in Greece and the Faustian pact between the EU and Turkey over returns of refugees to Turkey

  • POLITICO EUROPE: Europe’s most hostile port of entry

    A glimpse into a terrifying winter's journey of refugees who don't take to the sea, but choose to cross from Turkey into Bulgaria. Though there is no risk of drowning, the path is by far from safe, and if even half of the horrific claims of police abuse are true, Bulgaria would appear to be Europe's most dangerous country for transiting refugees.

    Read the full story on Politico Europe HERE

    Additional photo essay by Nicola Zolin HERE

  • INDEPENDENT: Macedonia refuses to open border to asylum seekers

    In the fields outside the village of Idomeni, two elderly Iraqi men shuffled on crutches and prosthetic legs up to the razor wire that laces the frontier of northern Greece and beckoned to the Macedonian officer on the other side.

    “Please, sir. I have been here six days. I cannot wait so long. Can you help me?”

    The reply was blunt: “No.”

    Read the full report on Independent HERE

  • AL JAZEERA: Why is Europe closing its borders to Afghans?

    As the treacherous humanitarian corridor into Europe narrows further, Afghan nationals fleeing the country where almost every European country sent troops become the latest people to be denied a chance at seeking sanctuary and are forsaken onto the streets or into the hands of the smugglers.

    Read the full report from the Greece-Macedonia on Al Jazeera HERE

    Photos by Nicola Zolin 

  • Sandgrains at Scianema Festival

    Our Portuguese parters at Sciaena are kicking of their annual Scianema Film Festival focused on  the oceans in order to encourage, inspire and create awareness.
    On Friday the 19th of February you can go catch Sandgrains starting at 8pm in Faro.

    Event with talks, dinner of Cape Verdean Cachupa and dancing at the tunes of Funaná.
    If you are around be sure to not miss it. Free entry!!

  • VICE NEWS: Desperation on the Greek Border as Europe Threatens to Shut its Doors

    Back on Greece's border with Macedonia. A lot of the sounds coming out of Brussels indicate that Greece is to be sealed off from the rest of the continent with barbed wire and a heavy police and military presence. Meanwhile, the refugees in no man's land - Iraqi teenagers with their families fleeing targeted bloodshed in Baghdad, Afghans tortured and threatened by Taliban - wonder if they may be some of the last to cross into Europe before the door closes on them.

    Read the whole story in VIce News HERE

    Photos by Nicola Zolin

  • Lettera dal carcere di Can Dundar a Renzi: "Non svendete la libertà in nome della lotta allo Stato Islamico

    Ecco qui la lettera di Can Dundar, direttore del quotidiano di sinistra Cumhuriyet, in carcere dopo aver pubblicato foto che provano l'invio di armi da parte del governo turco in Siria. Cumhuriyet mi ha chiesto di tradurla dal turco all'Italiano per Repubblica. E' stato un onore. Grazie a Giulia Ansaldo per la revisione.

    LA_REPUBBLICA_14-01-2016

  • PANORAMA - Turchia: Erdogan stretto nella tenaglia

    La mia analisi da Istanbul per Panorama sull'attentato dello Stato islamico in Turchia e la politica estera del presidente turco Recep Tayyip Erdogan PNR 14 gen 16

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